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| :: intervista a pete trewavas - giugno 2003 :: |
autore: Steven Ward (©2003 PopMatters) (traduzione: Andrea Falco) |
Il bassista dei Marillion, Pete Trewavas, ha trovato il tempo, nonostante il fitto programma di scrittura e registrazione con la band, di rispondere ad alcune domande sull’andamento della registrazione del nuovo album, i piani per la vendita anticipata per i fan e cosa guida la band nel creare la più emozionante e varia musica rock sul pianeta.
Domanda: Prima di tutto, come sta andando la composizione e la registrazione del nuovo album dei Marillion? Avete iniziato la registrazione o siete ancora nella fase compositiva?
Risposta: Bene, questa volta abbiamo impiegato molto tempo (circa un anno), ma la ragione principale è che al momento stiamo producendo musica per due CD. Non voglio chiamarlo un doppio album, ma il secondo disco non sarà il solito disco di bonus, come avviene nella maggior parte dei casi, perché noi abbiamo scritto ed arrangiato abbastanza canzoni da riempire con le migliori due CD. Siamo ancora impegnati negli arrangiamenti dei brani, anche se abbiamo già suonato versioni di cinque nuovi brani durante il Marillion Weekend di quest’anno giù nel Somerset. Sono state molto ben accolte dalle 2000 persone che affollavano la sala, cosa che ha dato un grande stimolo all’intero progetto. Da allora abbiamo arrangiato altre quattro o cinque canzoni. Al momento abbiamo da 12 a 14 canzoni a vari livelli di composizione su cui stiamo lavorando, ma niente è inciso sulla roccia finché l’intero album non è stato registrato e mixato, e quindi tutte sono ancora soggette a cambiamenti (ci riserviamo i diritti di etc, etc, etc).
D: Mi sto chiedendo a cosa assomigli la musica in questa fase delle session di registrazione del nuovo disco. Se guardi indietro, ‘This Strange Engine’ e ‘Radiation’ hanno una più marcata impronta di chitarra rispetto a ‘dot Com’ e ‘Anoraknophobia’, nei quali quest’impronta è stata mescolata con interessanti elementi elettronici e, specialmente, col suono del tuo basso, una vera influenza dub. Come puoi descrivere la musica che state incidendo? Ti ricorda qualcuno dei vostri dischi precedenti?
R: Una delle cose migliori nello scrivere musica per più di un album è che hai abbastanza spazio per tutti gli aspetti del tuo spettro musicale, e, come tu hai accennato, noi abbiamo vari stili, dipende quale album ascolti. Penso che abbiamo una discreta varietà di materiale (in termini tecnici). Abbiamo iniziato arrangiando alcune canzoni nate da ore di jam session che abbiamo fatto durante tutto l’anno scorso, mettendo insieme vari frammenti che sembravano implorare di essere abbinati. Da questo abbiamo tratto 2 o 3 canzoni molto lunghe sullo stile di ‘This Strange Engine’. Parte della musica può avere un pizzico di ‘dot Com’ o ‘Anoraknophobia’ e anche di ‘afraid Of Sunlight’. Stiamo lavorando con Dave Meegan, che ha prodotto molti dei nostri dischi, fin dalla fine dell’anno scorso e stiamo registrando su di un registratore multipiste tutto ciò che facciamo, così abbiamo catturato tutto quello che stiamo cercando di dire ed il tipo di suono che vogliamo.
D: Ripensando alla " pre-order campaign " per 'Anoraknophobia', voi ragazzi lo considerate un successo e perché?
R: Certamente è stato un successo molto grande per un mucchio di ragioni 1. Ci ha garantito a una situazione finanziaria tale da permetterci di incidere un altro CD senza dover firmare per una casa discografica, 2. Ci ha permesso inoltre di lavorare con un produttore, così naturalmente abbiamo scelto Dave, 3. Ci ha dimostrato la fede e la fiducia che i nostri fans hanno in noi. Grazie a tutti! Nessun altro al mondo ha quello che abbiamo noi, 4. Ha permesso ai fans di essere coinvolti e d’essere più di semplici acquirenti, 5. Poiché non abbiamo dovuto firmare alcun contratto discografico, abbiamo riguadagnato i diritti sulle nostre canzoni. Ai fini finanziari abbiamo firmato un contratto editoriale per le nostre canzoni, 6. Ha mostrato alle altre persone che possiamo fare queste cose da soli e dato una grande lezione al mondo, 7. Ce ne deve essere un’altra ma non mi viene in mente.
D: Guardando il video della registrazione del secondo album dei Transatlantic voi ragazzi sembrate divertirvi al semplice fatto di suonare insieme ed arrangiare ogni frammento scritto da ognuno di voi. I Marillion lavorano insieme da più di vent'anni ormai, tra voi cinque c'è la stessa atmosfera? Inoltre, è l’arrangiamento della musica la parte che preferisci del processo creativo?
R: Transatlantic è stato un progetto divertente perché non è mai stato pensato come ad una cosa a lungo termine, così non avevamo la necessità di prenderlo in maniera troppo seriosa, e inoltre era un'esperienza nuova per tutti noi (beh, quanto meno per me). Con i Marillion noi siamo completamente assorbiti in ogni aspetto della cosa e diamo sempre il 110% di noi, così piuttosto gettiamo via qualcosa piuttosto che scendere a compromessi; infatti, è sempre più la musica che gettiamo via di quella che teniamo. Del processo creativo la parte che più amo è lo stadio iniziale, quando semplicemente iniziammo a suonare tutti insieme seguendo piccoli spunti gettati nell'aria. Accadono dei momenti incredibilmente divertenti; talvolta dopo che ho suonato per alcuni minuti un riff o qualcos'altro mi fermo pensare a cosa sto facendo e non ricordo più. Quello è il momento in cui di solito esco con alcune grandi cose.
D: Ci sono alcune canzoni dei Marillion che mi vengono in mente quando penso ad una musica potente e commovente, musica che letteralmente ti provoca un brivido lungo la schiena. Canzoni come 'Easter', 'Go', 'Afraid of Sunlight', 'When I Meet God' e 'The Great Escape'. Quello che voglio sapere è se ci sono dei momenti mentre solo queste canzoni sul palco o durante loro registrazione in cui queste provocano in te un brivido lungo la schiena o lo scordare di una lacrima?
R: Certamente. Questo e quello che significa Marillion. Noi ci emozioniamo quando stiamo creando un buon brano musicale e trascorriamo il resto del processo di registrazione cercando di mantenere vivo quel momento. Esser capaci di comunicare questi sentimenti e emozioni attraverso il nostro lavoro è tutto. Si riesce a suonare una canzone che provoca un'emozione nel pubblico allora hai lavorato bene. Se riesci ad ottenere quella reazione in tutti quelli che ti ascoltano allora stai lavorando nella maniera giusta.
D: Con l'eccezione di 'Anoraknophobia', quando ripensi a tutti i vostri precedenti album, qual è il tuo favorito, musicalmente parlando, e perché?
R: Questa è una domanda a cui è molto difficile rispondere. Ovviamente sono molto orgoglioso di tutti i nostri dischi. Penso che ognuno di loro sia una degna testimonianza musicale, ed io posso darti buone ragioni per ogni cosa che abbiamo fatto in ogni momento della nostra carriera. Per quanto riguarda il mio favorito ho paura di non potermi limitare ad uno solo, tuttavia ne ho selezionati tre. penso che 'Afraid of Sunlight' sia un classico. Sebbene 'Brave' fosse un enorme progetto e un grande concept album, AOS che venne subito dopo, contiene molta musica " classica " e grandi atmosfere. C'è sia equilibrio tra le canzoni sia sperimentazione in brani come 'Beyond You'. Anche 'dot Com' contiene alcune ottime canzoni, specialmente 'Legacy', 'Go!', 'Rich' e 'House', canzoni di cui sono orgoglioso; penso anche che 'Clutching at Straw' sia un album con molta buona musica. Non è una sorpresa che brani di quell’album sono ancora eseguiti nei concerti. Ritengo che abbia ben superato la prova del tempo, sebbene tu possa dire in quale decade è stato registrato.
D: Come descriveresti ad uno che non è un fanatico dei Marillion cosa significa mescolarsi ed interagire con i vostri fans più accesi durante i vostri famosi Marillion Weekends?
R: E’ realmente una emozione splendida per tutti noi. È una grande festa dove tutti sono simpatici e si divertono. La gente arriva da ogni parte del mondo; alcuni porto le loro famiglie, altri vengono con le loro fidanzate o i loro fidanzati. Quest'anno ho incontrato molte persone che mi hanno detto: " non avevo mai sentito parlare di voi prima, è stato brillante. Lo rifarete l'anno prossimo? ". L'anno scorso sono rimasto sul luogo con mia moglie e i miei due figli e l'atmosfera era realmente contagiosa. Mi aspettavo di essere costantemente assillato da gente che voleva che autografassi i loro articoli, ma invece i fans sono stati così carini da lasciarci il nostro spazio quando lo volevamo. Quest'anno tutti abbiamo soggiornato sul luogo ed è stato lo stesso. Considerando quanta gente c'era sul posto non c'è stato alcun problema. Questo dice qualcosa. Abbiamo un meraviglioso gruppo di fans fedelissimi. È una cosa su cui puoi scommettere!
D: Per il nuovo album state chiedendo i fans di acquistare via internet il nuovo album mesi prima della sua pubblicazione nei negozi in modo da contribuire alla raccolta dei fondi per il marketing e la promozione. Perché pensi che la promozione sia sempre stata un problema per i Marillion nel passato?
R: Non abbiamo ancora esattamente stabilito come finanzieremo l'intero progetto, ma l'idea è quella di commerciare e pubblicizzare in contemporanea il disco ed il tour. Farlo nella maniera giusta richiede un budget adeguato e noi siamo sicuri che questo possa migliorare le vendite e la conoscenza che la gente ha di noi. Per anni abbiamo patito le conseguenze di campagne promozionali sbagliate o inesistenti. Non sono sicuro di cosa sia peggio, ma noi, in poche parole, abbiamo bisogno che la gente sappia:1. Cosa siamo, 2. Cosa stiamo facendo, 3. Dove lo stiamo facendo. Nel corso degli anni abbiamo gradatamente preso il controllo di tutti gli aspetti che riguardano il business e questo è per noi il naturale passo avanti.
D: pensi che in futuro sarà mai il tempo, o il desiderio, per un album solista di Pete Trewavas?
R: Sì al momento sto lavorando a questo progetto collaterale; probabilmente sceglierò le canzoni migliori tra il lotto di quelle che al momento occuperebbero un album doppio. Idealmente sarà un album folk con un paio di brani più rock per un buon equilibrio. Apprezzo particolarmente l'approccio di alcuni dei vecchi album di Paul Simon. Canzoni semplici molto ben suonate con un messaggio incisivo. Ascolti queste canzoni e senti che i musicisti sono semplicemente perfetti e stanno suonando esattamente quello di cui la canzone ha bisogno. Questa è la mia fonte d’ispirazione.
D: Quali sono i tuoi bassisti preferiti e e quale pensi ti abbia maggiormente influenzato?
R: Ho, naturalmente, citato più volte Paul McCartney. E' è stato vedere il concerto dei Beatles allo Shea Stadium sulla BBC quando avevo circa sette anni la molla che mi ha spinto a diventare un musicista. Ho trascorso almeno i successivi dieci anni con le mani incollate alla chitarra, poi quando ne avevo 12 anche al basso. Giunsi alla conclusione che la maggior parte dei bassisti non erano molto bravi. Questo può essere stato un giudizio abbastanza duro, ma non c'era molta musica che potessi prendere e suonare, così inizia ad ascoltare di più i dischi di jazz di mio padre e gli Yes, i Genesis, i King Crimson, gli Isotope. Poi, naturalmente, brani di Mahavishnu Orchestra e Weather Report ect... ma trovai che suonando mi divertivo di più a suonare il basso in brani dalla forte melodia e con una ritmica alla McCartney. La mia più grande influenza è stato probabilmente McCartney, poi Chris Squire seguito da Mike Rutherford.
D: A tutte quelle persone che non conoscono musica dei Marillion cosa diresti per fare in modo che si interessassero ad ascoltarla o a cercare un lato vostro album?
R: Questa è così difficile. Se conoscessi il modo di spingere la gente ad interessarsi a noi semplicemente usando le parole lo avrei già fatto. Tutto quello che so è che quando qualcuno ascolta nostra musica dice sempre: " queste grande - non sapevo che la vostra musica fosse così. Dove posso comprare un po' dei vostri dischi? " Le persone che ascolta la nostra musica senza sapere chi siamo acquistano sempre un album, di solito iniziano con 'dot Com' e poi ne comprano altri. Sto parlando di studenti che sono al di là della
Cattedra di gente anche più vecchia di me (puoi crederci). C'è un'intera sezione del liceo vicino casa mia c'è diventata nostra fan dopo che ho portato alcuni amici ad uno dei nostri concerti e i loro figli hanno comprato uno dei nostri live della Racket e lo hanno fatto ascoltare i loro compagni. Nella realtà coloro che pensano che sia fuori moda ascoltare i Marillion sono all'oscuro di quello che stiamo facendo adesso. Ci sono spunti dei Marillion in ogni angolo della scena musicale odierna. È bello sapere che sono persone che vanno nella tua stessa direzione.
R: Ascolto i Marillion sin dall'inizio degli anni '80 e ho tutti vostri album. Scommetto che sarai sorpreso di sapere che la mia canzone preferita dei Marillion di TUTTI i tempi è 'House'. Spengo le luci e l'ascolto ad alto volume. Il suono del tuo basso in quella canzone è meraviglioso - semplice e seducente. Stavo cercando di immaginarvi nello studio durante la composizione e la registrazione di 'House'. Come vi è venuta l'idea, e com’è stato per te creare quel meraviglioso basso dub che unisce le parti la canzone?
D: Ok. Eravamo in una situazione in cui spesso ci troviamo, tutti al Racket Club, la casa dei Marillion, lo studio è quasi al buio perché ad Ian non piacciono le luci accese. Eravamo ognuno nei nostri rispettivi posti e stavamo semplicemente improvvisando mentre tutto veniva registrato. Stavamo suonando da un paio d'ore penso che tutti ci stessimo rilassando, probabilmente senza neanche sapere bene cosa stessimo suonando. Come al solito la mia mente vagava e iniziavo a pensare che in quel giorno non sarebbe scaturito niente. Poi iniziò quel ritmo di batteria e scoprii di sapere esattamente quello che dovevo suonare. Fu come se qualcuno me lo avesse piantato in mente o lo avessi già ascoltato prima, così iniziai a suonare quel riff sapendo che avrebbe dovuto semplicemente andare avanti, avanti, avanti, senza mai cambiare, senza mai fermarsi, ponendo l'ascoltatore in una sorta di stato di trance. Sono momenti come questi che rendono grande il fatto di essere nei Marillion. Questi sono i momenti che cerchiamo e coltiviamo. Non importa quale stile sia, se ha un significato e un’anima questo è ciò che conta. Tuttavia a quel tempo sebbene tutti noi pensassimo che fosse ottima io non riuscivo a trovargli uno spazio tra quello che stavamo facendo. Fu Steve H che arrivò qualche settimana più tardi (per settimana leggi mesi, persino anni) e disse: " Ascoltate questa ". Aveva preso i nastri originali, gli aveva aggiunto la drum-machine e aveva lavorato su di un arrangiamento aggiungendolo in modo che non risultasse più " ferma". Lavorammo su questa versione e la incorporammo nell'originale. Non tutti eravamo convinti all'inizio, ma è diventata una di quelle canzoni che realmente prendono vita durante la registrazione. Amo fare cose che ti fanno lavorare in modo leggermente diverso. |
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