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| :: intervista a steve hogarth - aprile 2002 :: |
autore: Mark Bayross © April 2002 Phase9 Entertainmant (traduzione: Andrea Falco) |
Ho intervistato Steve Hogarth, l'uomo che guida i Marillion sin dalla fine degli anni '80, sulla pubblicazione del loro ultimo album live, su Internet e, naturalmente, sui loro fans.
Domanda: Cosa c'è dietro la decisione di pubblicare 'Anorak In The UK Live'?
Risposta: Abbiamo fatto quattro album in studio dopo l'ultimo live, così abbiamo pensato che fosse giunto il momento di pubblicarne un altro. Noi siamo animali da palcoscenico, siamo l'unica band della storia del rock ad aver venduto tutti i biglietti per l'Hammersmith Odeon' di Londra prima di aver firmato un contratto discografico. C'era una tale meravigliosa atmosfera che pensavamo fosse doveroso immortalarne lo spirito. Pensavamo inoltre di non aver ancora pubblicato il live album definitivo, ed ora lo abbiamo fatto con questo, o almeno ci siamo andati il più vicino possibile. Siamo inoltre stati fortunati che la sera in cui abbiamo suonato alla Accademy di Manchester sia stato un grande concerto!
D: Naturalmente questo album include molti estratti da 'Anoraknophobia', album che è stato finanziato dai vostri fans.
R: Si. È divertente che questo sia stato visto dalle persone delle case discografiche come un nuovo modello di business! In verità, l'idea è nata da quanto era accaduto con i nostri fans americani che nel '97 raccolsero 60 mila dollari per finanziare il nostro tour nordamericano. È stata come una illuminazione per noi; improvvisamente scoprimmo che là fuori c'era qualcosa di più grande di quanto avessi immaginato. Così quando scade il nostro contratto, dopo 'dot com', avevamo tre contratti sul tavolo, ma volevamo trovare una alternativa alla semplice firma per un'altra etichetta. Sapevamo che cosa sarebbe successo: avremmo avuto un anticipo, ma dopo ci sarebbe stato solo uno sforzo promozionale veramente minimo che non avrebbe comportato la minima differenza nelle vendite. Così eravamo indecisi. Chiedemmo invece i fans (gli mandammo una e-mail) cosa ne pensassero. Facemmo un sondaggio e la reazione fu così positiva (ricevemmo 6000 risposte in due giorni) che decidemmo di andare avanti e di chiedergli di pagare in anticipo l'album. In questo modo abbiamo venduto circa 13000 copie direttamente ai fans, emesso i loro nomi nella lista dei ringraziamenti sulla copertina dell'album. Così i nostri fan più accesi hanno ottenuto qualcosa da questo, rimanendone coinvolti e nominati in prima persona. Posso immaginare come siano sentiti vedendo i loro nomi stampati: quando ero giovane era un grande fan dei Beatles e so come mi sarei sentito se il mio nome fosse apparso su uno dei loro dischi! Tutti ne sono stati beneficiati: i fans hanno ricevuto un doppio CD con cui abbiamo potuto ringraziarli per la loro fedeltà; noi abbiamo potuto produrre il disco, andare alla EMI e ottenere un contratto di distribuzione; infine la EMI era contenta perché aveva un disco da vendere senza aver dovuto pagare neanche un soldo. Fino questo momento ne hanno vendute altre 75.000 copie: ha venduto più di 'dot Com'.
D: Pensi che questo abbia cambiato il vostro rapporto con i fans?
R: Indubbiamente. Un paio di weekend fa abbiamo fatto un " holiday weekend " con i fans e abbiamo venduto tutti i 1.800 biglietti. Per un centinaio di sterline avevano diritto all'alloggio e a quattro show, oltre alla possibilità di assistere al concerto di altre quattro band: White Buffalo, The Wishing Tree, Cry No More, The Boys and the Itch. quando non stavamo suonando abbiamo trascorso il weekend con i fans, firmando autografi e chiacchierando. Tutti si sono divertiti. È stato fantastico. Abbiamo dei fans veramente affezionati!
D : Perché pensi che abbiate un seguito così devoto?
R : Onestamente perché siamo bravi! Non che io voglia sembrare arrogante... Ai Marillion è stata attaccata un'etichetta sin dagli anni 80. Quando la gente pensa noi, pensa al prog-rock, pensa a 'Kayleigh', 'Lavender', e a tutto questo. È incredibile la quantità di persone che ha chiamato la figlia 'Kayleigh'! È divertente perché benché sia un nome inventato da Fish, è diventato qualcosa come il terzo nome di donna più popolare negli anni '80...! Ma in ogni modo, abbiamo sempre avuto un problema di immagine con il pubblico e con l'ambiente musicale in generale. Le persone pensano che siamo un gruppo di prog-hippies; semplicemente ignorano la realtà. Quante persone mi hanno detto: " Ho ha ascoltato il nuovo album e non avevo realizzato che foste voi "...! Sappiamo di fare una musica che piace a molta gente, il problema è riuscire a fargliela ascoltare. Chi ci ascolta sa che ciò che scriviamo è vero, reale. Niente è studiato a tavolino; non c'è nessuna formula matematica. Non siamo come certi artisti disperati che cercano di spingere il pubblico con un bottone... noi scriviamo col cuore. Ma non sono sicuro del perché sembriamo avere una tale connessione con i nostri fans. Penso che dovresti chiederlo a loro!
D: Avete sentito una maggiore pressione nel produrre 'Anoraknophobia' dovuta al fatto che i fans lo avevano già comprato e compiuto un atto di fede su di esso?
R: No, non realmente, perché ogni album per noi è il più importante che abbiamo mai fatto, non lo sai? Mi sento sempre in dovere di creare qualcosa che sia migliore del disco precedente, un miglior pezzo di... lavoro... Dico " lavoro " perché può veramente esserlo! (ride) Certamente non è un processo che si possa imparare; non è come fare il carpentiere (se sai installare una porta, tu sai installare una porta). Ho scritto circa 100 canzoni fino ad ora e ancora non ho idea di come si faccia! Talvolta sono terribilmente teso quando devo scrivere, specie quando si avvicina una scadenza e devo in qualche modo forzare la mia creatività. Penso che il desiderio di eccellere mi abbia sempre guidato.
D: Ci sono un sacco di informazioni sul vostro website ufficiale e avete intitolato il vostro penultimo album 'marillion.com'. Quanto pensi sia stato importante Internet per il gruppo?
R: Ci ha salvati! Noi abbiamo avuto il nostro periodo in cui tutti ci ignoravano. Tutti gli artisti devono fronteggiarlo, anche se alcuni sembrano attraversarlo velocemente. Attualmente, me ne viene in mente soltanto uno, Sting! (ride) Facci caso ma occasionalmente è uscito con qualche trovata pubblicitaria veramente imbarazzante! Ha fatto talvolta cose realmente scadenti...! (ride) noi abbiamo fatto come Van Morrison o Neil Young... abbiamo continuato a fare le nostre cose mentre il mondo guardava dall'altra parte per dieci anni, poi si sono voltati e hanno detto: "Oh, siete ancora qui! ". Questo ci ha costretti ad inventarci un modo per raggiungere la gente al di fuori degli usuali meccanismi. Non abbiamo avuto poster o campagne di informazione. Siamo stata una delle prime band ad abbracciare Internet, nel '97; a quel tempo Internet era visto con un qualcosa un tantino sfigato; ora naturalmente è molto di moda. Abbiamo avuto il nostro website a partire dal 98. È stato fantastico! Ci ha permesso di parlare direttamente con i fans, e naturalmente è globale, così ci è stato possibile essere in contatto con lo zoccolo duro dei fans in tutto il mondo. Quando abbiamo organizzato il Marillion weekend c'erano persone dagli Stati Uniti, dal Messico, dall'Australia, dal Giappone, gente da tutto il mondo... giunta fino a Pontins! è stato bizzarro! Naturalmente l'altra cosa importante di Internet è che tu puoi mandare una e-mail e ricevere la risposta in un giorno. Può usare questo sistema per comunicare direttamente con 20 mila persone (è uno strumento veramente potente!) ed averne il feedback praticamente in tempo reale. Immagina cercare di scrivere e inviare ventimila lettere... non solo ci impiegheresti settimane, ti costerebbe anche una fortuna in francobolli!
D: Con un così vasto catalogo di brani, come decidete quali suonare dal vivo?
R: Solamente il 5% circa è una decisione presa al momento. Una moltitudine di apparecchiature elettroniche ci obbliga a questo; le tastiere devono essere programmate così come gli effetti della chitarra, e queste non sono cose che si possono fare all’ultimo momento. Spero che questo in futuro possa cambiare, col miglioramento della tecnologia e l’aumento della capacità di memoria saremo forse in grado di portarci dietro tutti i nostri suoni. Non siamo le cinque persone più ricche al mondo… (ride) e questo limita la scelta! Così un buon 95% viene stabilito prima. Decidiamo in anticipo cosa personalmente ci piacerebbe suonare. In alcuni casi abbiamo anche mandato una e-mail ai fans chiedendogli quali canzoni avrebbero voluto ascoltare (e quelle che non volevano!). Questo può essere d’aiuto perché i nostri voti sono spesso divisi. Tutti noi scegliamo scalette differenti; Ian, per esempio, vuole suonare canzoni con differenti tempi di batteria, non 4/4 tutto il tempo… posso immaginare come sia noioso per lui! Così il giudizio dei fans aiuta perché spesso risulta l’ago della bilancia. Dopo aver detto questo, non dobbiamo però esagerare nel seguire i desideri dei fans: dobbiamo anche sorprenderli un poco!
D: Hai affermato che la vostra musica è diventata maggiormente influenzata dal Blues e dal Jazz nel corso degli anni. Dove guardi per cercare nuove fonti di ispirazione musicale?
R: Non ne vado deliberatamente alla ricerca. Io ascolto tutto ciò che attira la mia attenzione. Ascolti qualcosa per caso, nel mio caso i Massive Attack, e pensi che sia fantastico. Quando li ho ascoltati la prima volta li ho trovati onesti ed innovativi. Mi piace molto anche BjÖrk; tutto ciò che fa è interessante, e sembra non rendersene neanche conto. Se volesse fare una canzone con una grande band swing, semplicemente la farebbe e sarebbe bella. Se la facesse uno come Robbie Williams diventerebbe soltanto una pagliacciata! Ma BjÖrk è come un animale selvaggio! E’ selvaggia e creativa… non sai mai cosa farà la prossima volta, ma sempre qualcosa di valido. Tuttavia, devo dire che non è una grande scrittrice di liriche, ma esce sempre con un grande sound e un ottimo approccio alla musica.
D: Cosa stai ascoltando al momento, e questo avrà una qualche influenza sul suono del nuovo album?
R: Per niente. Attualmente sto ascoltando i master del mio nuovo live album con la H band (ndt: Live Spirit / Live Body) che Dave sta mixando e di cui sono molto soddisfatto! Sto andando su e giù tra qui in Oxfordshire e Londra qualcosa come due volte al giorno… sono sicuro che le telecamere sull’autostrada si stiano chiedendo cosa sia quella sagoma rossa che continuano a vedere… (ride). Ma sta venendo molto bene! Questo non mi lascia molto tempo per ascoltare cose nuove, oltretutto, per essere onesto, non c’è in giro molto che mi abbia colpito: ‘The Bends’ dei Radiohead, ‘Grace’ di Jeff Buckley, ‘Poses’ di Rufus Wainwrigth… questo si che è un grande album! Cos’altro? Ascolto i miei vecchi dischi dei Beatles, di Joni Mitchell, Prefab Sprout, Talk Talk. Alcune delle cose migliori sono uscite negli anni ’80: Talk Talk, Talking Heads, Blue Nile. Penso che Paul Buchanan sia un grande cantante! E’ divertente notare che adesso le persone sembrano avere la necessità di essere gratificate in un minuto. Forse in un futuro la musica sarà come un lampo sparato direttamente nel cervello delle persone… bang! “Questo era un grande album!” Ha ha. In ogni modo so che vorresti che ti dessi delle anticipazioni su come sarà il nuovo album dei Marillion, ma ho paura che al momento non sia in grado di dartele. L’unica cosa che ti posso dire è che resteremo in studio quest’anno… senza cercare la strada per il disco d’oro… |
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