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| :: classic rock #51 - march 2003 :: |
autore: Jon Hotten (traduzione: Andrea Falco) |
Fish aveva intitolato il secondo album dei Marillion 'Fugazi'. Spiegò che significava "tutto a puttane" in vietmanese. Se il gigante era veramente a pezzi durante la sua composizione e registrazione (e lui fu solerte a sostenere che lo fosse) allora il susseguente tour lo finì del tutto.
"Stando lontano dalla famiglia, dalle persone amate e dalla propria casa, intrappolato in un bozzolo circondato dai media e da sicofanti in un circo viaggiante dove la ricerca di normalità e di sanità mentale diventa la battaglia quotidiana" scrisse.
L'importante relazione con la sua fidanzata Kay, che procedeva tra alti e bassi da tempo, era infine giunta al termine, e quando il tour bus lo scaricò davanti alla sua nuova casa in Aylesbury la realtà gli diede il benvenuto a casa. Subito si dedicò alla scrittura, imbottito di 'White Swan' (whisky), rimuginando al bar.
"Avevo di fronte un lungo periodo di tranquilli giorni vuoti e notti molto scure". Consumava relazioni "molto brevi e puramente fisiche". Stava meditando sull'estremo flusso d'emozioni derivanti dall'aumentare del successo commerciale della band. La sua vita era diventata quella dei sogni di un adolescente.
Ma Fish non era un teenager. Aveva cominciato a vedere il music business per quello che rea realmente. Il sogno era svanito. Era un ragazzo loquace e spontaneo, un ubriacone, un tossico. Ma era anche introspettivo e timido.
Una sua vecchia fidanzata gli mandò una lettera nella quale gli diceva di mangiare ciò che vi era contenuto. Dentro c'era una tavoletta di acido. Fish ne mangiò metà, attese poche ore e ne ingoiò il resto. Ma egli era "nello stato mentale sbagliato per quel viaggio". Ascoltò musica e rimase fisso a guardare un dipinto intitolato 'Padre's Bay'. Iniziò a scribacchiare sul suo quaderno delle liriche.
Stava ascoltando 'Incubus', una lunga canzone contenuta su 'Fugazi', canzone che considerava la migliore che avesse mai fatto con i Marillion. "Mi sembrava che ci fosse un bambino in piedi dietro di me sulla scala", raccontava Fish sul sito ufficiale dei Marillion. "Sapevo che rea vestito come un soldato, ma svanì appena girai l'occhio. Forse era la mia musa, forse era la droga. Fu abbastanza da spingermi a scribacchiare di getto una grande quantità di strofe. Tra quelle vi erano delle gemme e l'ossatura della struttura da cui sarebbe derivato l'intero concept di 'Misplaced Childhood'.
La band cominciò a comporre le 'sezioni musicali', piuttosto che vere e proprie canzoni. "La curva cominciava a crescere", come Fish sottolineò. Doveva essere un album "nella tradizione del progressive rock degli anni '70". Ma la EMI pianificava di farli sfondare in America; un concept di quel tipo non era probabilmente la mossa giusta, obiettarono.
"Avevamo un'opinione differente ed abbastanza peso da tener duro nelle nostre convinzioni" ricorda Fish. "Inoltre sapevamo di avere due sezioni musicali piuttosto che una sequenza di canzoni".
Steve Rothery aveva scritto la parte di chitarra di 'Kayleigh' quando la sua fidanzata gli aveva chiesto di mostrarle come scriveva una canzone. Fish capì che la lirica sarebbe diventata la 'chiave' per la prima parte dell'album. Le liriche non si sarebbero riferite solamente alla rottura della sua relazione con Kay, "ma alla mia totale incapacità di iniziare e mantenere una relazione".
Fish scrisse di diverse ragazze, ma basò la canzone sulla più importante di tutte. Il nome 'Kayleigh' fondeva il primo ed il secondo nome della sua ex, con il leggero sotterfugio di una diversa ortografia. La band, visto che tutti avevano conosciuto Kay, contestò che il nome era comunque troppo personale. Fish ricorda che 'Patricia' e 'Jennifer' furono discussi come possibili alternative. Ma lui si impuntò. Era la sua storia. La lirica rimase inalterata..... e incompleta.
Il tema dell'infanzia suggerì anche l'utilizzo di una canzone per bambini. Le radici di 'Lavender' derivano da una melodia tradizionale.
La band si organizzò per registrare il disco agli Hansa Studios a Berlino Ovest. L'edificio era in origine la sede del circolo ufficiali delle SS. C'era ancora il Muro, che si poteva vedere dalle finestre dello studio. Prima di andare in Germania, i Marillion fecero un breve tour dove suonarono la prima parte dell'album, con Fish che si inventava le liriche man mano che suonavano.
L'atmosfera di Berlino e dell'Hansa Studio 2 avrebbe influenzato l'album (così come aveva fatto con 'Heroes' di David Bowie). Fish amava Berlino. La EMI amava l'Hansa Studio: costava poco, mentre la registrazione di 'Fugazi' era costata moltissimo.
Le sessions divennero spettacolarmente decadenti. Fish ebbe la sua "prima e ultima" esperienza con l'eroina. Si spogliò in un ristorante per scommessa. L'Hotel dove alloggiava aveva una rubrica telefonica contenente un elenco di "agenzie di accompagnatrici" definite da Fish "agenzie che si occupavano della consegna a domicilio di belle ragazze che si prendevano cura della maggior parte del mio salario settimanale". Fish frequentò un bar/bordello chiamato 'Lady Nina's'. Quando i dirigenti della EMI arrivarono a Berlino per ascoltare l'album, la band era così distrutta che tutti si addormentarono.
Steve Rothery ricorda che ogni mattina, svegliandosi, vedeva le sentinelle sulle torrette di guardia che scrutavano la 'terra di nessuno' al di là del Muro: "Ti sentivi come un personaggio di un romanzo di Graham Green. La città in se stessa era un'incredibile fonte di ispirazione". Il produttore Chris Kimsey riuscì a catturare questa atmosfera su nastro.
Nello studio si stava già cominciando a riporre l'attrezzatura, ma Fish non aveva ancora completato il testo di 'Kayleigh', e continuava a rimandarne la consegna. Kimsey portò fuori la band per cena e gli ordinò di completare la canzone prima del loro ritorno. Fish si ubriacò e fini la canzone. La traccia vocale fu incisa la notte stessa.
In altre parti Fish si riferisce alle sue origini scozzesi ('Heart of Lothian'), la sua salute mentale ('Pseudo Silk Kimono' / 'Lords of the Backstage') ed alla sua perdita dell'innocenza ('Childhoods End?' / 'White Feather'). La band arricchì il testo con un suono molto ricco ed unitario.
Mentre la storia era di Fish, l'album era dei Marillion. "Tutti sapevamo che era un album importante" racconta Fish. "Era il punto di svolta di tutte le nostre vite, e l'intensità dell'esperienza mi fa ancora sorridere".
'Kayleigh' e 'Lavender' diventarono degli hits. 'Misplaced Childhood' ebbe un enorme successo in Europa (moltissime bambine furono battezzate 'Kayleigh', e il nome fu inserito nell'elenco dei nomi più popolari). I Marillion divennero ancora più grandi. Fecero grandi tour. La EMI aveva ragione per quanto riguardava l'America.
I problemi di cui Fish scriveva divennero più esacerbati. Iniziò seriamente a pensare di lasciare la band. Intitolò l'album successivo 'Clutching at Straw'. Si rivelò adatto sotto molti aspetti.
"L'intero periodo fu un confuso susseguirsi di viaggi, concerti ed interminabili interviste, combinato con gli eccessi di una rock band in tour con il suo primo hit mondiale," scrisse Fish, "le relazioni personali furono tirate al limite mentre tutti noi cercavamo un modo personale per scappare dalle assurdità del tour cercando qualche spazio privato per nasconderci. Io non ci riuscii molto bene. La storia di 'Torch' (il personaggio al centro di 'Clutching at Straw') fu un mio alter ego malamente nascosto. Uno scrittore con il 'blocco' che cerca l'ispirazione nella bottiglia era molto vicino alla realtà. |
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