Che succederebbe se un concerto fosse tutto incentrato sul condividere esperienze e sensazioni con le persone che ti stanno intorno, il più semplicemente possibile,? Provando solo ad entrare in contatto. Raccontando aneddoti. Annientandoci.
Sembra forse un po' 'hippy', ma è solo naturalmente sincero.
Pensando a tutto questo, Steve h Hogarth ha cominciato il suo tour con la minuscola idea di andarsene in giro, con nient'altro che un pianoforte, una valigia zeppa di reminiscenze rock 'n roll, un vastissimo repertorio di cover che vanno da David Bowie a Leonard Cohen, da Simon and Garfunkel ai The Waterboys e molti altri, più il suo personalissimo senso dell'umorismo (dopotutto è inglese!).
Ogni serata dell'h Natural è unica, non solo in termini di setlist e il risultato è un tour irresistibile, intimo, che ti porta giù sulla terra e poi ti manda in orbita, a volte cantando per ore sino allo sfinimento.
“Per tanti anni la gente mi ha chiesto se avessi in mente di intraprendere un tour completamente da solo. Gli rispondevo che era una buona idea. Da allora, sono stato un po' impegnato, ma ho trovato un po' di tempo libero nel 2006 e finalmente ho preso la palla al balzo.
Non è uno spettacolo perfettamente provato, rigido e 'professionale'. Voglio che sia l'atmosfera generale a dettare i tempi di ciò che accade serata dopo serata. Il progetto è quello di arrivare con una lista di canzoni che hanno avuto, o hanno tuttora un significato nella mia vita e di conseguenza parlerò di cose che avrei voluto dire quando ero più giovane, delle canzoni che ho scritto negli anni con gli Europeans, gli How We Live, la h Band e, ovviamente, i Marillion.
Ho suonato 'alcune' canzoni…fortunatamente mi ricordavo vagamente come facessero… ho letto alcuni estratti di vita vissuta on the road dal mio diario. Quando ero nel giusto spirito e se anche il pubblico lo era, abbiamo semplicemente chiacchierato un po'. Se mi veniva posta una domanda interessante, rispondevo direttamente al mio interlocutore. Se qualcuno mi chiedeva un brano, lo suonavo, che lo ricordassi o meno. Se l'atmosfera era quella giusta, sono andato avanti, a volte anche per ore…”
Quindi vediamo dove tutto questo ci condurrà…
Steve Hogarth, piano e voce.
Il piccolo Steve comincia a interessarsi alla musica verso i sette anni: Beatles, KinkS e Traffic sono i primi sintomi di una passione che crescerà sempre più col passare del tempo. Ma Hogarth non prende affatto in considerazione di imparare uno strumento fino a quando rimane folgorato da un concerto dei Deep Purple, tenutosi a Sheffiled nel 1973. "E' stato il primo gruppo che ho visto su un palco. Non avevo visto mai niente di così emozionante" - ricorda oggi. Da quella sera il musicista in erba comincia a tempestare i genitori per avere un pianoforte. La prima formazione con cui l'aspirante rockstar esordisce si chiama Harlow, ma la band non dura molto. Nel frattempo, terminata la scuola, Steve si interroga sull'avvenire: la realtà provinciale della cittadina adottiva gli va stretta e, per affrancarsene, ci sono la facoltà di ingegneria o un avvenire nella musica. Alla fine prevale quest'ultima spinta: nel 1981 si unisce come tastierista e secondo cantante (buffo, nei Marillion avrà esattamente il ruolo opposto!) ai Motion Picture (poi divenuti Europeans) e, assieme alla moglie Sue , sposata appena l'anno prima, si trasferisce a Shepperton, quartier generale della band. Due album ('Vocabulary', del 1983 e 'Recurring Dreams' del 1984, caratterizzati per lo più da un pop elettronico tipicamente '80s, con qualche pretenziosità ma anche qualche canzone veramente buona come ' Acid Rain ') e un vasto tour non bastano a sfondare e gli Europeans si sciolgono nel 1985. Steve passa allora a fare il session man per Annabel Lamb , Julian Cope e per la 'mente' dei The The , Matt Johnson. Verso la fine dell'anno riallaccia i contatti con Colin Woore , ex chitarrista degli Europeans , e assieme a questi decide di fondare gli How We Live. Sotto questa denominazione i due incidono l'album 'Dry Land' (1987), le cui liriche, tutte di Hogarth , lasciano già intravedere il potenziale del giovane scrittore. Musicalmente si tratta di un pop levigato e ben confezionato, godibile ancor oggi e comprendente almeno un paio di gioiellini: 'Working Town' e 'Dry Land'. Un tour estivo promozionale permette inoltre a Steve di prendere maggior confidenza col palco e col ruolo di cantante a tutti gli effetti. Nel frattempo, i due scrivono parecchio materiale per un nuovo album. L'embrione della splendida 'Easter' , finita poi su 'Seasons End' , fa parte di quel pacchetto di canzoni che non vedranno mai la luce. Infatti, le stesse disavventure discografiche che avevano avvelenato gli equilibri negli Europeans determinano anche lo scioglimento prematuro degli How We Live . Da allora Steve conserverà sempre, verso il music biz, una diffidenza che si tramuterà, con gli anni, in netta avversione. Terribilmente deluso, Hogarth comincia a pensare di dedicarsi ad altro: "Presi in considerazione l'idea di andare a fare il lattaio" - è la frase che riassume il suo stato d'animo di allora. Medita di trasferirsi nel Nord del Paese e pone in vendita la casa. Nel frattempo, per mettere qualcosa da parte, si rende nuovamente disponibile come session man. Si fa avanti Toni Childs, vecchia conoscenza di Steve , la quale proprio allora sta mettendo a punto il suo splendido debut album 'Union'. Contemporaneamente Steve ha ascoltato il consiglio del boss della Rondor (la casa editrice cui il musicista è legato): questi l'ha informato che i Marillion cercano un vocalist e gli ha suggerito di inviare loro un nastro. "Dopo le vacanze natalizie" - rievoca Hogarth - chiamò Matt Johnson per sapere se ero disposto ad andare in tour con lui. Pensai che fosse una buona idea, nessuna responsabilità, nessuna pressione, solo fare concerti, divertirmi, vedere il mondo. Stavo meditando su questo quando squillò ancora il telefono: era il manager dei Marillion che mi invitava a incontrarli. Ero un po' scettico, perché l'ultima cosa che volevo era tornare al centro del palco, con tutto il da farsi che avrebbe comportato. Ma, alla fine, andai a casa di Pete . Mi sono piaciuti subito: non avevo mai incontrato musicisti così poco atteggiati e così disponibili. Mi dissero: "noi suoniamo qualcosa, tu prendi il microfono e canta qualsiasi cosa ti passi per la mente".
Poi mi diedero un testo scritto da John Helmer [co-autore delle liriche da 'Seasons End' in poi - NdR] e così presi il microfono e incominciai a urlare mentre loro suonavano. Fu così che nacque 'The King Of Sunset Town' ". Terminata la peculiare audizione, i Marillion gli offrono l'ingaggio. Il cantante, con somma sorpresa della band ( che non conosce ancora il carattere riflessivo di Steve e ignora le sue delusioni precedenti), chiede un po' di tempo per pensarci. Quando finalmente accetta, viene subito coinvolto nella stesura di 'Seasons End' . Da allora, la sua storia, coincide con quella dei Marillion , dei quali diviene cantante, co-compositore e autore di testi, crescendo sotto vari aspetti e diventando "un po' più famoso e un po' più serio…ah, ah, ah".
Nel 1997, Steve h Hogarth realizza il suo primo album solista, Ice Cream Genius (Poison Apple / Racket Records), con il nome di h in Europa e quello di Steve Hogarth negli USA. Va incontro a questa esperienza con grande entusiasmo e l'album lo vede sviluppare grande gusto per le intelaiature ritmiche e per sonorità mai conosciute prima, dall'ambient-poems al pop e, a volte, abbracciando persino le influenze asiatiche e profondamente orientali. Una specie di UFO nell'attuale scenario musicale, nato dall'incrocio tra Peter Gabriel, Ryuchi Sakamoto e Björk, fino all'ombra dei Prefab Sprout, Blue Nile e XTC, territorio nel quale la sua voce fa un'ulteriore passo avanti, attraversando i propri limiti e raggiungendo nuove dimensioni emotive.
Dopo essere stato in tour nel 2002-2003 con la all-star "h-Band" (Aziz Ibrahim-Stone Roses, Andy Gangadeen–Massive Attack -The Bays, Richard Barbieri –Japan -Porcupine Tree, Dave Gregory – XTC) e aver realizzato un doppio album dal vivo intitolato Live Spirit Live Body, l'ultima incarnazione della h-Band si è incontrata all'inizio del 2005 per scrivere musica insieme, ma nessun progetto definitivo sull'uscita di un secondo album è stato messo a punto. "Sono stato un po' impegnato" spiega h sorridendo.
Negli ultimi anni Steve Hogarth è stato impegnato nella realizzazione e nei tour di supporto degli ultimi due album dei Marillion, "Somewhere Else", uscito nel 2007 e "Happiness Is The Road" pubblicato lo scorso anno.